Pojana Maggiore

Comune di Pojana Maggiore

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Territorio

Pojana Maggiore è il comune più a sud della pianura vicentina situato fra le province di Padova e di Verona.
Il suo territorio, anticamente attraversato dal letto dell’Adige, conserva testimonianze di insediamenti umani già in epoca neolitica con alcuni centri di lavorazione ceramica. La vocazione agraria ed artigianale del paese è ribadita quando l’Imperatore Augusto concede queste zone come premio di guerra a dei soldati Azziaci che le bonificano e lavorano e testimoniata anche dal nome stesso del paese che sembra derivi da termini longobardi come plojum, plojana che significano appunto luogo coltivato, arato.

Cenni Storici

Il Castello
La costruzione del Castello risale al 917 d.C. e, nonostante le fonti documentarie siano estremamente scarse, si sa che nel 1220 esso era di proprietà del Vescovo di Vicenza, feudatario degli Imperatori Tedeschi.
Il complesso fu ripetutamente distrutto e ricostruito fino a quando, nel XIV secolo, Odorico Pojana abbellisce il palazzo e rialza la torre, parzialmente distrutta, adattandola a residenza, secondo i nuovi costumi del tempo. Origini molto antiche ha anche la chiesetta di S. Zenone annessa al complesso, ricostruita all’inizio del ‘400 per uso familiare e ristrutturata nel 1588 dalla Badessa Silvia Pojana.
E’ in occasione di quest’intervento che la torre viene ingentilita con la costruzione della loggetta. I rustici, ai lati della torre, sono il frutto di interventi realizzati sul finire del secolo scorso in occasione dell’interramento del fossato e della probabile apertura delle attuali bifore neoromaniche sul fronte del torrione. Il Palazzo, pur conservando l’originaria funzione abitativa, è stato trasformato da dimora signorile a semplice edificio fattorile.

Arte e Cultura

La Villa
Non è ancora noto l’anno in cui iniziarono i lavori di costruzione della dimora signorile che Bonifacio Pojana commissiona ad Andrea Palladio.
I documenti testimoniano soltanto che nel 1563 erano stati ultimati i pavimenti in “battuto” alla veneziana ed era già terminato buona parte del programma di affreschi.
Il progetto prevedeva la realizzazione, ai lati del corpo padronale, di due ali a barchessa a contenere il giardino, un brolo e la corte agricola: solo una parte di queste è stata realizzata intorno al 1615.
La costruzione è da considerarsi tra le più pregevoli fra quelle di Palladio in ragione della purezza e raffinata semplicità con la quale egli riesce a coniugare le istanze estetiche con le esigenze pratiche di questa casa – fattoria dotata di un raffinatissimo ciclo di affreschi e singolari stucchi e statue.
La villa si eleva rispetto al piano di campagna, su un basamento che include il seminterrato. La facciata anteriore è caratterizzata dalla presenza di una serliana sormontata da una cornice semicircolare con cinque oculi, dalle simmetriche aperture delle finestre in corrispondenza dei piani, dalla scalinata scenografica che introduce al piano nobile e dal timpano ai cui vertici si trovano tre statue raffiguranti la Pittura, la Scultura e l’Architettura. La facciata posteriore ripropone lo schema di quella anteriore: qui le numerose finestre, rispondendo ad un criterio ispirato alla massima praticità, permettono alla luce di percorrere gli spazi interni.
La loggia è adornata da affreschi che assumono un tono celebrativo e moraleggiante. Sul portale il busto di Bonifacio Pojana, sovrastato dallo stemma.
Gli spazi interni sono collocati secondo un preciso schema simmetrico e la loro tipologia è riconducibile a quella degli ambienti termali romani. Le stanze del piano nobile, stando a quanto ci dice lo stesso Palladio, sono state ornate “di pitture, e stucchi bellissimi da Messer Bernardino India, & Messer Anselmo Canera pittori Veronesi, e da Messer Bartolomeo Rodolfi Scultore Veronese”.
Il salone centrale è ampio e ben illuminato: sulla volta la raffigurazione di divinità olimpiche. Proseguendo si trova uno stanzino completamente affrescato con bellissime grottesche. Sulle pareti della sala “degli imperatori” un ampio ciclo di affreschi illustra le virtù militari della famiglia, in particolare quelli sulla fascia superiore che, entro ricchi stucchi con motivi a grottesche, rappresentano scene della vita di Cesare. Meritano di esser visitati anche i granai posti sul sottotetto con ampia vista sulla campagna circostante e l’articolato scantinato.

Altri edifici di carattere storico – architettonico
Poco lontano da villa Pojana si trova l’edificio denominato villa Colla, imponente casa fattoria di origine Quattrocentesca sulla cui facciata si trova un portale in pietra del secolo XVI.
Altro edificio degno di nota è il barco Verlato costruzione cinquecentesca con monumentale portale in pietra e un elegante colonnato sulla corte agricola.
Merita una visita anche la parrocchiale di S. Maria Nascente al cui interno si conservano eleganti altari in pietra del ‘600 e del ‘700 e due interessanti opere: un seicentesco polittico dedicato a Sant’Agata, Viatico di San Bonaventura e Santa Colomba ed una tavola cinquecentesca raffigurante

Economia

L’agricoltura dall’antichità è stata la principale attività produttiva del paese e, ancor oggi, essa risulta essere uno degli elementi che caratterizzano la sua vita economica. In risposta alla crisi che interessa il settore, in questi ultimi anni ha trovato spazio una organizzazione moderna di tale comparto produttivo con investimenti finalizzati alla modernizzazione delle strutture con la creazione di cooperative di produzione, di servizi e di trasformazione e con una differenziazione della produzione: dal mais, al tabacco, all’ortofrutta.
Importante risorsa risulta essere il settore dell’allevamento in particolare il comparto avicolo.
Intorno a quest’economia si è creata una significativa esperienza artigianale con la creazione di numerose realtà produttive di medie e piccole dimensioni.