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Comune di Albettone
Sup. km 20,34 – alt. 19 m slm – abitanti 2000 circa – provincia di Vicenza

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Territorio

Il paese di Albettone è situato in una zona ondulata, composta da dolci colline ed estese vallate, posta fra i Monti Berici e i Colli Euganei.

Secondo la tradizione, un castello sorgeva sulla cima del colle che tuttora conserva il nome di Castellaro; esso fu probabilmente distrutto fra il XIII e il XIV secolo, periodo in cui infuriava la guerra tra Vicenza e Padova, dopodiché non fu più riedificato.

Albettone è attraversato dal canale Bisatto, antica via di comunicazione, scavato intorno al sec. XII. Il Bisatto rivestì un’importanza fondamentale per l’economia locale, in quanto permetteva il trasporto per via fluviale della pietra calcarea, assai abbondante in queste zone, dalla quale si ricavava la calce idraulica. Per controllare il traffico commerciale, vennero costruite lungo il canale varie torri, e una di queste (la “Colombara”), torre del porto di Albettone, è presente ancora oggi ed è stata oggetto di recenti restauri da parte dell’attuale proprietario.


Arte e cultura

Albettone è arricchito da ville di notevole interesse storico ed artistico: villa Negri De Salvi, attuale sede municipale. Costruita nel XV secolo dalla nobile famiglia Campiglia, la villa passò successivamente ai Gonzaga (XVI secolo) e, nell’ottocento, ai Salvi, che la rimaneggiarono completamente. L’unica testimonianza del passato è rappresentata da una piccola sala a pianterreno, salvata dalla distruzione, ove è tuttora conservata una serie di affreschi attribuiti a Giovanni Antonio Fasolo.

Da segnalare anche la chiesa parrocchiale, intitolata alla natività di Maria Vergine, costruita nel XV secolo e ricostruita negli anni 1860-70, definitivamente consacrata il 23 settembre 1923, e la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, con annesso ospedale scomparso nel XIV secolo.
Nella frazione di Lovertino troviamo la chiesa di San Silvestro, anticamente situata sul colle, sul quale è tuttora in parte visibile, mentre l’attuale chiesa parrocchiale risale al 1856, e la chiesetta dei Santi Vito e Modesto, documentata già nel 753 ed oggetto di un recente e particolareggiato restauro, che l’ha riportata all’aspetto originale. A Lovolo troviamo la villa Ricci Manfredini, detta Cà Brusà, risalente al XV secolo e probabilmente costruita per volere di una nobile famiglia veneziana. Nel corso dei secoli, fu di proprietà degli Erizzo, dei Manfredini, dei Ricci, venendo sempre utilizzata in rapporto allo sfruttamento dei fondi agricoli. Sempre a Lovolo sorge la chiesa di San Michele, già esistente nel XVI secolo.